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Mountain bike e solidarietà in Perù
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Gli sterrati della Cordillera Blanca e della Cordillera Negra nel nord del Perù offrono scenari favolosi e
molti motivi di interesse per i cicloescursionisti. L'organizzazione di un viaggio in bici in quelle zone può rappresentare una bella occasione di unire l'aspetto turistico e sportivo a quello solidaristico: a Marcarà, paese della Cordillera non lontano dal capoluogo Huaraz, infatti, opera da molti anni un gruppo di volontari dell'Operazione Mato Grosso che ha formato Guide di Alta montagna tra i ragazzi del posto. Per diversificare la loro offerta rispetto al classico accompagnamento "andinistico", i ragazzi guide propongono ora anche tour in mountain bike, completamente organizzati (servizio guida, vitto, alloggio, assistenza...). Per ogni ulteriore informazione, potete rivolgervi alla nuova agenzia "Don Bosco 6000" con sede a Marcarà - guidedonbosco@hotmail.com, Per informazioni sull'anello dello Huascaran, possono fornire informazioni Grazia e Marco di Savona, che lo hanno realizzato nel 2003 (graziamarcobike@tiscali.it). |
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Nell'affascinante regno dei Chachapoyas in mountain bike
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Ancora una volta lo spirito d'avventura ci condurrà a scoprire nuovi luoghi remoti e misteriosi. Non c'è tempo per stare seduti, solo il sedile delle nostre biciclette ci farà da "poltrona" per questi 8 giorni pedalando, percorrendo la rotta nel Regno dei Chachapoyas (700 - 1500 dc), da Nord verso Sud. Iniziamo il viaggio da Marcarà verso il nord del Perù, questa volta il nostro gruppo è ridotto a due bikers (io Michael Araya e il mio compagno Moisés del Rio) però l'entusiasmo e il desiderio di scoprire un nuovo giro ci riempie di felicità. Arriviamo alla Città di Trujillo con un BUS per poi continuare fino a Chiclayo e di notte viaggeremo alla cittadina di Chachapoyas, un luogo tranquillo nella Seca de Selva a 2334 msnm. Arrivando a Chachapoyas subito ci si accorge della tranquillità e rilassatezza del luogo. |
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Dopo un'abbondante colazione con cecina (carne di cedro seccata) iniziamo ad armare le nostre biciclette per intraprendere il viaggio in bike. Cominciamo così lungo una strada asfaltata dove si apprezzano gli svariati colori della selva amazzonica e il canto dei volatili che ci accompagnerà per il resto del nostro viaggio. Dopo 15 km deviamo su strada sterrata che bordeggia il Rio Uctubamba per giungere fino a Tinco, dove ci aspetta una dura salita che ci porta a Kuelap. Arriviamo a Kuelap la sera, ad attenderci c'è un sotttile velo di nubi, che avvolge misteriosamente l'antica città incantata dei Chachapoyas. Questa notte monteremo la nostra tenda nel villaggio di Choctamal. Il giorno dopo ci sorprese una forte pioggia improvvisa, smontiamo velocemente il campamento e …via tutto in discesa fino a raggiungere il Rio Uctubamba, per poi proseguire fino a raggiungere la tappa sucesiva; la cittadina di Leymebamba. A Leymebamba c'è un interesantíssimo museo di antropologia con esposti svariati sarcofaghi e mummie dell'antica civiltà Chachapoyas. Lungo il percorso si trovano orchidee e bromelie, e una gran varietà di piante tropicali. Giungiamo e dormiamo in un piccolo albergo. La terza tappa, ci attende con il sapote delle sfide dei grandi avventurieri, un passo chiamato "De la Fila" a 4000 metri ci aspetta come una sorta di trofeo. Lo raggiungiamo dopo una faticosa e ripida salita di 31 Km che ci permetterà di scollinare verso la selva alta. Al raggiungere il "Paso de la Fila" subito ci si accorge che la fatica valeva la pena, poichè i restanti 65 Km sono di pura discesa con 3000 metri di dislivello…che soddisfazione e che bello sentire il vento che soffia sul nostro corpo ormai sudato e stanco. Man mano che scendiamo è come immergerci nella selva, da lontano si vede il rio Marañon (principale affluente del rio delle Amazzoni) e le montagne di fronte dipingono i nostri occhi come un quadro dai mille colori. Arriviamo a Balsas 950 mt. un piccolo villaggio sulle rive del Rio Marañon, siamo a metà del nostro viaggio, contentissimi e ansiosi di scoprire altri luoghi e persone. Ci attende il pezzo più difficile, risalire fino al passo che conduce a Celendin non è stato per niente semplice e scontato, una vera e propria scommessa, vinta con la perseveranza di chi desidera sfidare il proprio futuro sulle ande. La salita è lenta sia per noi che per i camion che la percorrono, uno zigzagare con una media di 6 km all'ora. |
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Io ragazzo della Sierra, cresciuto in un umile familia Andina, accolto nella Escuela de Guias don Bosco, come alunno, mai avrei pensato di poter diventare un giorno una guida di Mountain Bike… ora mi manca poco a finire gli studi universitari ed essere un vero professionista della montagna. Il giorno sucessivo ci svegliamo belli freschi, la fatica della salita ci fù premiata da un cielo pulito, azzurro, uno spledido paesaggio ci attendeva all'orizzonte, erano gli ultimi km prima di arrivare alla Cittadina di Celedin. Da Celendin a Cajamarca la strada corre su un paramo a 3000-3500 metri con campi coltivati e degli splendidi capi di bestiame Bron Swiss che pascolano liberi. Il latte prodotto dalle mucche, viene venduto alla Nesltè che dà lavoro a cantinaia di famiglie locali. Finalmente vediamo qualche cosa di buono per la povera gente, mi rallegro perchè anch'io sono cresciuto da povero, sorteggiando il mio futuro. Arriveremo alla Città di Cajamarca 2750 mt. dopo aver pedalato fin qui 434 km, questa città ricca di storia si trasormò nell'antica carcere del re INKA Atahualpa, che venne arrestato e crudelmente giustiziato dall'esercito di Francisco Pizarro "el conquistador". Interessanti sono i bagni dell'INKA, le Ventanillas (antiche necropoli) e le antiche chiese con il loro artistico splendore coloniale. Dormiamo in albergo e ci docciamo, mangiandoci un'abbondante bistecca di churrasco argentino. Il giorno sucessivo partiamo per il passo del Gavìlan a 4000 mt. per poi scendere fino all'oceano Pacifico, costeggiando il grande lago artificiale "Gallito Ciego" e via… a tutta birra contro il vento fresco e rilassante dell'oceano, sono 186 km da 4000 metri fino a raggiungere la zona costiera. Passeremo una notte sotto le stelle a Pacasmayo su una calda e rilassante spiaggia oceanica. Il nostro viaggio si è concluso, ma le emozioni e gli incontri mi rendo conto che non si possono descrivere appieno su un foglio di carta. Non si tratta di un classico tour in Mountain Bike, bensì di un'insazaibile recerca di nuove rotte che rompono lo schema del classico e scontato e che portano con se le orme ancestrali di una cultura millenaria. Con questo sforzo noi Guide don Bosco, cerchiamo in vari modi di recuperare i percorsi di un'iconografia antica, tragitti impregnati nella terra Peruviana, come una sorta d'espressione d'infinita gratitudine alla nostra terra e ai nostri antenati (avi). Gratitudine che si trasforma e si arricchisce percorrendo questi luoghi densi di mistero e di poesia. |
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Articolo scritto da: Giancarlo Sardini, responsabile progetto Guide don Bosco - volontario Operazione Mato Grosso Michael Araya, Guida di MTB Don Bosco Studio effettuato da Michael Araya Torres e Moisés del Rio Info: Guide Don Bosco - Marcarà- Ancash - Perù - Guidedonbosco@hotmail.com |
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